Sabato 15 Dic 2018
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"GlI INCONTRI DEI LIONS... NE PARLIAMO SABATO"

Grande partecipazione di pubblico attento e competente all’ennesimo incontro del sabato, svoltosi il 16 maggio u.s., del Lions Club Bagheria, questa volta dedicato alla lingua siciliana e alla poesia di Ignazio Buttitta. 

L’incontro, come al solito, si è svolto presso i locali dell’ex teatro di Villa San Cataldo, sede quest’anno delle attività culturali del Lions di Bagheria ed è stato organizzato in collaborazione con l’Università delle Tre Età di Bagheria e con il patrocinio del Comune di Bagheria. 

Relatori sono stati: Maurizio Padovano, docente di Italiano e Latino al Liceo Classico “F.Scaduto”, che ha pure coordinato i lavori; Natale Tedesco, Professore Emerito dell’Università di Palermo e già titolare della cattedra di Letteratura Italiana nella facoltà di Lettere; ed Antonino Buttitta, figlio di Ignazio e Professore Emerito dell’Università di Palermo, già titolare della cattedra di Antropologia Culturale e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dal 1979 al 1992. 

Il Presidente del Lions Club, Leoluca Liggio ha inizialmente dato la parola alla rappresentante dell’Istituto comprensivo “I. Buttitta” Francesca Galioto, che ha illustrato il lavoro fatto a scuola proprio sull’argomento dell’incontro, e ha fatto dare lettura a due alunni di alcune poesie di Buttitta. 

Nel corso dell’incontro la poetessa Adele Musso ha recitato le poesie “Lamentu pi la morti di Turiddu Carnivali”, nella ricorrenza del 60° anniversario dell’omicidio del sindacalista Salvatore Carnevale, e “U rancuri”, tratto dalla raccolta “Io faccio il poeta” del 1972 e ritenuta da molti la più bella poesia di Buttitta. 

È stato messo in luce il radicamento con la cultura siciliana di quella parte di Bagheria che si definisce “bagariota”, in contrapposizione all’altra parte “bagherese”; Antonino Buttitta definisce Bagheria un paese straordinario, nel senso letterale dell’aggettivo, cioè fuori dell’ordinario, dove fino a qualche decennio fa “…la cultura popolare attraversava e permeava le diverse classi sociali e si presentava sostanzialmente unitaria nelle sue strutture espressive e ideologiche”. Oggi Bagheria non si riconosce più “ essendo stata sfigurata dai cambiamenti violenti. Non c’è più la Bagheria povera e nobile…”. 

Si è dibattuto su lingua siciliana e non dialetto, anche perché ogni dialetto è una lingua, che può essere anche più ricca della lingua ufficiale.

Commozione ed entusiasmo da parte di tutti per un tema che ha toccato le corde più intime dei partecipanti.

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